Marta e il terremoto dentro di sélogo-stiickyMarta e il terremoto dentro di séMarta e il terremoto dentro di sé
  • HOME
  • LA DISTONIA
  • I CENTRI
  • LE ATTIVITÀ
  • CHI SIAMO
  • CONTATTI
  • NORMATIVE
SOSTIENICI
✕
12° Congresso Società Italiana Parkinson e Disturbi del Movimento
18 Maggio 2026
Dystonia Day 2026 a Malmoe (Svezia)
1 Giugno 2026

Marta e il terremoto dentro di sé

28 Maggio 2026

La nostra socia Marta Favino racconta la sua storia

 

Il terremoto dentro di me

C’era una volta una bambina sana e gioiosa, che correva tra i prati fioriti e rideva sotto il sole, vivendo le piccole magie della vita che ogni bambino conosce.

Un giorno, all’improvviso, tutto cambiò: sentii qualcosa modificarsi nel mio corpo, “come se un terremoto si fosse scatenato dentro di me”.

Tutto iniziò quando avevo sei anni: improvvisamente cominciai a camminare con il piede sinistro storto. Anche mia mamma non sapeva cosa fare e mi portò subito dalla pediatra, che ci indirizzò all’ospedale di Novara. Il giorno seguente andai lì.

Qualche giorno dopo, mentre facevo colazione in ospedale, mi cadde una tazza e fu in quel momento che scoprimmo anche i tremori al braccio destro.

Da quel momento iniziarono vari esami per capire se ci fossero malattie o lesioni al cervello; per fortuna non era niente di tutto questo. I medici di Novara fissarono un appuntamento all’Istituto Besta di Milano, dove, per la prima volta, mi diagnosticarono la distonia primaria.

Iniziai la cura con levodopa, e nel frattempo continuarono gli esami del DNA senza mai riuscire a capire la causa della malattia. Per un po’ la terapia funzionò, ma durò poco, così iniziai un’altra cura con Artane, anch’essa inefficace.

Quando avevo sette anni e mezzo, la mia malattia peggiorò: sentivo come se un terremoto si fosse scatenato dentro al mio corpo. Non riuscivo più a fare nulla: né vestirmi, né mangiare, né bere, né stare seduta. Sembrava che potessi stare ferma solo mentre dormivo.

Fu un momento in cui il mondo mi crollava addosso. Dovetti smettere per qualche anno di andare agli allenamenti di ginnastica artistica, una mia grande passione, e questo mi rese molto triste. Dopo qualche anno, sono tornata alla ginnastica artistica, ma non era più come prima: chi mi stava intorno aveva paura che potessi farmi male, e questo mi faceva sentire limitata.  Continuavo a imparare le sempre le stesse cose, come se non riuscissi mai ad andare avanti.

Dato che le cure non funzionavano, i medici decisero di provare un intervento più importate: DBS, la stimolazione cerebrale profonda. La procedura durò circa 12 ore e prevedeva l’impianto di elettrodi nel cervello collegati a dei pacemaker nell’addome, per regolare gli impulsi.

Nessuno sapeva se sarei sopravvissuta all’intervento. Posso solo immaginare l’ansia e la preoccupazione dei miei familiari, ma avevamo tante persone che ci stavano vicino e pregavano per me. Il chirurgo che mi operò era bravissimo, tanto da diventare primario all’ospedale di Roma. Il giorno dopo l’intervento venne a visitarmi e mi regalò un orsacchiotto. Anche i miei fratelli venivano a trovarmi e giocavamo nella sala dell’ospedale. Con me c’era sempre un pupazzo che mi portava fortuna.

Dopo qualche mese, iniziai a stare meglio. Non sapevo esattamente cosa mi avessero messo nella pancia; la mamma mi spiegò che serviva per farmi stare bene. Dopo un anno, il mio corpo si era finalmente fermato e ritornai a scuola, a scrivere e a giocare come una bambina normale.

Questo però non fu l’unico intervento: gli stimolatori funzionano a batteria, che in teoria andavano sostituiti ogni tre anni. Dopo due sostituzioni, le batterie sono durate solo un anno e mezzo. A quel punto decisero di inserirmi quelle ricaricabili, che dovrebbero durare circa nove anni. Tutti i giorni devo ricaricare il dispositivo tramite un’apposita cintura con caricatore a induzione, ed è molto stancante.

La distonia provoca anche un forte calo di energie, perché il mio corpo è sempre in movimento. Mi stanco facilmente, cammino con un piede storto o faccio cadere oggetti dalle mani. Quando succede davanti agli altri, cerco di camuffarlo con gesti o stiracchiamenti per non sentirmi in imbarazzo. Anche parlare a volte è difficile, soprattutto per il tono basso della voce; per questo ho fatto terapia botulinica alle corde vocali.

Nonostante tutte le difficoltà, sono una persona molto testarda e determinata, e ho raggiunto molti traguardi. Ho frequentato cinque anni di liceo delle scienze umane, opzione economico-sociale. Dopo la scuola, ho fatto volontariato in una fattoria con bambini malati, tirocini retribuiti come centralinista in una casa di riposo e ho lavorato in un negozio di alimentari. Queste esperienze mi hanno permesso di crescere e maturare molto.

Adesso ho 27 anni, da quasi tre anni lavoro in un supermercato riempiendo gli scaffali dei freschi. Nessuno credeva che fosse un lavoro adatto a me; pensavano che fosse meglio stare dietro una scrivania. Ma così avrebbero voluto il mio male: stare troppo seduta è peggio per me. Alla faccia loro, ho dimostrato che, nonostante le difficoltà, posso farcela. Tra i traguardi più importati sono anche riuscita a prendere la patente con cambio automatico: un altro ostacolo superato, che all’inizio sembrava impossibile.

Penso spesso a come questa situazione sia stata vissuta dai miei genitori. Sicuramente sono stati agitati e ansiosi: è difficile avere una figlia con una malattia poco conosciuta. All’inizio mio padre credeva che io avessi ereditato la malattia dai suoi tremori, ma abbiamo scoperto che la mia distonia non è ereditaria, ma causata da una modifica genetica acquisita. Ora non deve più sentirsi in colpa.

Devo ringraziare moltissimo i miei genitori e i miei fratelli: mi sono sempre stati accanto. Credo sia stato ancora più difficile per loro, e non auguro a nessuno di vedere un fratello o una sorella stare male.

Io non ho mai accettato davvero la mia malattia e il mio corpo. Guardandomi allo specchio e vedendo le cicatrici, mi sentivo triste e diversa dagli altri. Ci sono voluti anni prima di riuscire a mettermi un costume a due pezzi; ancora oggi faccio un po’ di fatica. Ma ho deciso di provarci, perché era arrivato il momento. Le persone mi guardavano in modo strano, perché non sapevano cosa avessi.

Ho sempre avuto paura di non essere accettata dagli altri, anche perché io per prima non mi accettavo. Col tempo ho capito che nessuno può scegliere di essere diverso da ciò che è. Spesso mi sono sentita esclusa e presa in giro da chi diceva di essere mio amico. Oggi sto imparando a non dare più peso a quello che dicono.

Dalla mia malattia ho imparato molto: non bisogna mai mollare. Anche quando ci sono ostacoli, bisogna trovare il coraggio di affrontarli senza scoraggiarsi e credere sempre nella possibilità di una vita migliore.

Spero che anche le persone che ho incontrato lungo il mio cammino abbiano imparato qualcosa dalla mia storia.

il terremoto dentro di me non si placa mai, ogni scossa scuote il mio corpo e la mia anima. Eppure, tra crepe e fratture, io danzo: ogni passo una sfida, ogni movimento una rivolta. La distonia vivrà sempre in me, ma non può fermare il ritmo che scelgo

Marta da piccola

Related posts

3 Gennaio 2026

Giusy e la DBS


Read more
4 Novembre 2025

Laura e la storia da raccontare


Read more
7 Ottobre 2025

Dott. Luca Pollini


Read more
Copyright ©2020 - A.R.D. Associazione Italiana per la Ricerca sulla Distonia - C.F. 97085660583
Tutela della privacy - Informativa sull'uso dei cookies
SOSTIENICI

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web per offrirti l'esperienza più pertinente ricordando le tue preferenze e ripetendo le visite. Facendo clic su "Accetta", acconsenti all'uso di tutti i cookie.
Impostazioni CookieACCETTA
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito Web. Di questi cookie, i cookie classificati come necessari vengono memorizzati nel browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito Web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie verranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di disattivare questi cookie. Ma la disattivazione di alcuni di questi cookie potrebbe avere un effetto sulla tua esperienza di navigazione.
Necessary
Sempre abilitato
I cookie necessari sono assolutamente essenziali per il corretto funzionamento del sito web. Questa categoria include solo i cookie che garantiscono funzionalità di base e caratteristiche di sicurezza del sito web. Questi cookie non memorizzano alcuna informazione personale.
Non-necessary
Qualsiasi cookie che potrebbe non essere particolarmente necessario per il funzionamento del sito Web e viene utilizzato specificamente per raccogliere dati personali dell\'utente tramite analisi, pubblicità, altri contenuti incorporati sono definiti come cookie non necessari. È obbligatorio ottenere il consenso dell\'utente prima di eseguire questi cookie sul tuo sito web.
ACCETTA E SALVA