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Terapia

Tossina botulinica al servizio della medicina

Per la tossina botulinica è arrivata l'ora del riscatto. Nota come uno dei potenti veleni in natura e responsabile di intossicazioni dall'esito spesso mortale, negli ultimi venti anni si è messa al servizio della medicina ed oggi è impiegata con successo nella cura di vari disturbi. Il primo utilizzo della tossina botulinica a scopi terapeutici è stato effettuato negli anni Ottanta, in America, nel trattamento dello strabismo congenito. Da allora, grazie alle ricerche sempre più approfondite, la sua applicazione si è estesa ad un'ampia gamma di disturbi neurologici, tanto che attualmente molti centri in Italia ricorrono al suo incredibile potenziale per trattare una serie di distonie, dal blefarospasmo (e connessa cecità funzionale) al torcicollo, o ancora per combattere mal di schiena, contrazioni muscolari deformanti e tremori. In base a recenti studi e sperimentazioni, inoltre, la tossina botulinica sta dando buoni risultati anche nella cura delle cefalee tensive e nel trattamento delle rughe.

Il microbo responsabile dell'intossicazione botulinica venne isolato per la prima volta nel 1897 dal belga Emile Pierre Marie Van Ermengem, che lo battezzò Bacillus Botulinum.

Le ricerche successive hanno poi dimostrato che il microrganismo responsabile di questi fenomeni, classificato nel genere "clostridium", può svilupparsi in tutti gli alimenti mal conservati. L'alimento non bene pulito e sterilizzato può essere contaminato dalla spora, che, quando trova un ambiente anaerobico (cioè privo di ossigeno), sviluppa la tossina.

Chi viene colpito dal botulino vede attaccato il proprio apparato neuromuscolare e contrae una paralisi progressiva, che parte dai muscoli mimici, coinvolge quelli della deglutizione e arriva a quelli della respirazione (se giunge fino a questo punto la morte è sicura). I muscoli diventano flaccidi e deboli perché la tossina impedisce la liberazione dell'acetilcolina, un neurotrasmettitore responsabile della contrazione muscolare. I muscoli, dunque, non rispondono più ai comandi nervosi, gli occhi non mettono a fuoco le immagini, mentre il cervello resta cosciente e lucido.

Come agisce

A cento anni dalla sua scoperta, lo straordinario potenziale del clostridium botulinum è stato "piegato" alle esigenze della ricerca medica e farmacologica. In che modo ? Volgendo a finalità curative la sua azione sui muscoli. La paralisi flaccida conseguente alla tossinfezione è il risultato di un blocco della trasmissione dell'impulso nervoso a livello delle giunzioni nervo-muscolo e di un mancato rilascio del neurotrasmettitore responsabile della contrazione muscolare. In sostanza, è stata sfruttata la capacità della tossina di rilasciare i muscoli per curare quei disturbi, come la distonia, caratterizzati da una loro contrazione forzata. Naturalmente, le dosi utilizzate in medicina non sono tali da provocare effetti indesiderati : la dose letale per un essere umano è tra le 3.000 e le 30.000 U (unità), quelle impiegate dai medici non superano mai le 200 U.

Modi e tempi d'impiego

I tipi di tossina botulinica identificati sono sette, denominati con lettere dalla A alla G. Solo i tipi A (il più tossico), B, E ed F provocano il botulismo nell'uomo.

A scopo curativo vengono usate le varietà tipo A, che vengono fornite liofilizzate in flaconi da diluire in una soluzione.

La tossina viene iniettata nei muscoli interessati. I risultati si vedono nel giro di circa 10 giorni e durano circa 3 mesi.

Le tossine impiegate sono sempre più purificate, per evitare lo sviluppo di anticorpi che vanificherebbero gli effetti della cura. La produzione di anticorpi si verifica più facilmente se le iniezioni sono effettuate troppo spesso e in dosaggi molto elevati.

Le controindicazioni sono minime : ptosi palpebrale (caduta della palpebra superiore), ematomi, leggera febbre. Si tratta, comunque, di effetti collaterali temporanei e reversibili, visto che l'efficacia della tossina è limitata nel tempo (dura dai tre ai sei mesi).

Contro la distonia: l'anarchia dei muscoli

La distonia è un disturbo del movimento, dovuto a una contrazione prolungata del muscolo, che non risponde ai comandi a causa di una disfunzione dei meccanismi nervosi.

In pratica, entrano in azione gruppi muscolari antagonisti o distanti, non direttamente interessati nell'esecuzione del movimento, che inducono ad assumere atteggiamenti e posture anormali.

Di norma, queste irregolarità nel comportamento motorio peggiorano in concomitanza con stati emotivi particolari, come ansia o stress e scompaiono con il riposo. Per questo spesso si confonde la distonia con l'isteria.

L'altra particolarità di questo tipo di disturbo è che compare in seguito all'esecuzione di determinate azioni e non di altre. Un caso tipico è lo spasmo dello scrivano, un particolare tipo di distonia alla mano che impedisce a chi ne è colpito di scrivere. Eppure la stessa persona è in grado di svolgere ogni altra azione con la medesima mano.

Un altro esempio di questa "anarchia motoria" è la distonia del piede in flessione : chi ne è colpito ha difficoltà a camminare in avanti mentre non ha alcun problema nel camminare all'indietro. Forme più "normali" del disturbo sono l'ammiccamento continuo degli occhi o la torsione incontrollabile del capo.

Cinque casi specifici

A seconda della parte del corpo colpita e della sua estensione, la distonia può distinguersi in:

  • focale
    quando interessa un solo distretto, cioè una sola parte del corpo.
  • segmentale
    se riguarda due zone che sono vicine tra loro.
  • generale
    nei casi in cui colpisce più aree del corpo. In tutte queste situazioni la cura con la tossina botulinica ha dato buoni risultati. Per alcuni disturbi si è addirittura rivelata un mezzo terapeutico risolutivo ; in altri ha permesso di migliorare molto il problema. Ma entriamo nello specifico dei singoli casi.

BLEFAROSPASMO

E' una distonia caratterizzata da contrazioni involontarie delle palpebre che, nei casi più seri, può portare alla prolungata chiusura dell'occhio, con conseguente cecità. Le iniezioni di tossina botulinica nel muscolo interessato hanno portato un netto miglioramento, nel 70-80 per cento dei pazienti, nel giro di una decina di giorni. La durata dell'effetto è di circa 3 mesi. Gli effetti collaterali, se ci sono, sono minimi : lieve ptosi palpebrale (chiusura dell'occhio) e piccoli ematomi, che scompaiono in pochi giorni.

DISTONIA CERVICALE O TORCICOLLO SPASMODICO

Interessa i muscoli del collo e può portare a movimenti di torsione (torcicollo), di inclinazione (laterocollo), di flessione (anterocollo) o di estensione (retrocollo). La tossina, somministrata per via intramuscolare, dà risultati positivi nel 60-80 per cento dei casi. Fra gli effetti collaterali, il più frequente è la disfalgia (difficoltà a deglutire), comunque lieve e transitoria.

DISTONIA OROMANDIBOLARE

Colpisce soprattutto le donne di 60-70 anni. E' caratterizzata da movimenti di apertura e chiusura della bocca e, talvolta, protusione della lingua. Questo disturbo può rendere molto difficile l'alimentazione, causando nel lungo periodo malnutrizione. La tossina botulinica viene iniettata nei muscoli temporali (situati nella parte laterale ed inferiore del cranio) e nei muscoli masseteri (posti tra lo zigomo e la mandibola) e porta una riduzione dei movimenti distonici del 50-60 per cento. I risultati sono buoni per la distonia mandibolare in chiusura (cioè che determina chiusura della bocca) non ancora per quella in apertura.

DISTONIA LARINGEA

E' dovuta ad un intermittente spasmo delle corde vocali in allargamento ed in avvicinamento, e comporta voce flebile e interrotta o raucedine. In genere, il trattamento con tossina botulinica va supportato con la collaborazione dell'otorinolaringoiatra.

DISTONIA OCCUPAZIONALE

Rientrano in questa categoria sia il crampo dello scrivano sia quello dei musicisti. In entrambi i casi si ha una difficoltà nel compiere un'azione specifica, che è appunto quella di scrivere o suonare uno strumento. L'inoculazione della tossina botulinica viene effettuata in più muscoli della mano e dell'avambraccio.


A cura del Prof. Aroldo Rossi
(Clinica Malattie Nervose - Università di Perugia)
Marzo 1997

Pagina aggiornata il: 02 May 2001

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